Tutela e Recupero razze
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Lungo la strada dei Secoli

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Gita turistica in Calabria
Gita turistica in Calabria con il pulman, visita della Cattedrale di Messina, traghetto, autostrada, attraversamento dell'Aspromonte, Santuario della Madonna dello Scoglio ed il piccolo paese di Gerace.

Le apparizioni della Madonna dello Scoglio a fratel Cosimo Fragomeni a Placanica nel 1968.
Ogni mercoledi’,sabato e domenica, nel pomeriggio presso lo Scoglio di Santa Domenica di Placanica in Calabria, si svolgono gli incontri di preghiera con fratel Cosimo ed i sacerdoti.
L’11 maggio si festeggia l’anniversario della prima apparizione della Madonna dello Scoglio a fratel Cosimo. Era la sera dell’11 maggio 1968 poco prima dell’imbrunire, quando a fratel Cosimo giovane agricoltore di 18 anni apparve per la prima volta una grande luce ed abbagliato, si era fermato, aveva alzato la testa per vedere cosa era successo e davanti ai suoi occhi sulla sommità dello Scoglio vide la figura di una giovane donna sui 18 anni, con i capelli lunghi, la quale era alzata con le mani giunte e tutt’attorno ad essa un alone di luce, mentre dietro le sue spalle si vedeva come un sole luminoso. Cosimo in quel momento ebbe un forte senso di paura e tentò di scappare, quando la giovane donna dall’alto dello scoglio gli fece cenno di non scappare, e disse con voce amabile e scandendo le sue parole pian piano: “Non avere paura, vengo dal Paradiso, io sono la vergine Immacolata, la madre del figlio di Dio, sono venuta a chiederti di costruire qui’ una cappella in mio onore. Io ho scelto questo luogo, qui’ voglio stabilire la mia dimora e desidero che ogni paese venga qui’ a pregare”. Appena finito di parlare, congiunse di nuovo le sue mani, fece un inchino con la testa, alzò gli occhi al cielo, si staccò dallo Scoglio e scomparve nell’aria. Cosimo in quel momento rimase sconvolto, assalito del dubbio se era veramente la Madonna e successivamente rientrò nella sua abitazione, ivi giunto, prese immediatamente carta e penna e scrisse tutto l’accaduto per non dimenticare tutto quello che aveva visto ed udito di quella giovane donna.
Seconda apparizione
la sera del 12 maggio 1968.
Terza apparizione
la sera del 13 maggio 1968
Quarta apparizione
La sera del 14 maggio 1968.
Dopo circa tre anni della data della prima apparizione della Madonna, con il contributo dei fedeli è stata edificata una cappella accanto allo Scoglio e successivamente nella primavera del 1976, venne incaricato un pittore di quelle zone tale Ilardo Tarsitani che eseguisse l’immagine della Madonna come era apparsa a fratel Cosimo, il quale costrui’ la statua, ma non riusciva a completare la testa per tre volte. Successivamente all’indomani della notte successiva, lo stesso pittore ha potuto constatare che la statua si era completata da sola, la mostrò a fratel Cosimo il quale disse, l’avete completata? Ma il pittore con commozione rispose che si era completata da sola durante la notte.
Il giorno successivo, la statua della Madonna è stata portata e sistemata nella piccola cappella nel luogo dove gli era apparsa a fratel Cosimo e quel luogo è diventato posto di pellegrinaggio di tantissimi fedeli ed in quel luogo, con le preghiere alla Madonna, di fratel Cosimo e bevendo l’acqua miracolosa di quella sorgente, si sono verificati diverse guarigioni.
Altro luogo da visitare e che abbiamo visitato è stato il piccolo paese di Gerace 2,715 abitanti, roccaforte di epoca bizantina del X secolo, ubicato in alto a 470 m. s l m. borgo medievale tra i più belli d’Italia, si trova all’interno sopra una collina nei pressi del Parco Nazionale dell’Aspromonte, ricco e pieno di tante antiche abitazioni scavate nella roccia, di antichi palazzi d’epoca e tantissime e bellissime antiche chiese con all’interno tantissime statue e con tantissimi ed antichi oggetti religiosi, la cattedrale ed un vecchio castello di epoca normanna e grazie anche al dott. Nicola Monteleone, grande esperto di guida turistica ed archeologica di quelle zone, il quale ci ha accompagnato in quel paese e ci ha spiegato e raccontato tutta l’antica storia di quelle antiche meraviglie che ne vale sempre di andarle a visitare e che posto alcune foto da me scattate in questi bellissimi luoghi.
Inoltre in un altro paesino chiamato Antonimina nelle vicinanze di Gerace, vi sono pure diverse sorgenti e fontane dove da quelle terme sgorga acqua curativa e miracolosa, le sorgenti di acque clorurate vengono utilizzate a scopi curativi e quelle acque sante ocresi, erano già conosciute per le loro proprietà curative fin dall’antichità e sono utilizzate per varie tipologie di malattie e per la cura della sterilità femminile, per le malattie dell’apparato respiratorio ecc. e che ne vale di andare a visitare in questo luogo per averne tanti benefici, passare alcune ore diverse dalle altre, e soprattutto andare a bere tanta di quella bellissima acqua curativa e miracolosa e come dicono, a effetti più curativi per chi la beve sul posto quanto sgorga dalla sorgente e prendersi un bel caffè in compagnia di tutto il gruppo degli amici turisti .



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Alcune foto durante il percorso,di quei luoghi e del piccolo paese turistico di Gerace
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Il piccolo paese di Gerace sopra l'alta roccaforte e le sue bellissime ed antiche chiese
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1/23/2014 6:25 PM
 
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Antica Chiesetta rurale del Lanzaro
Vecchia ed antica chiesetta rurale del Lanzaro.
Nei secoli passati,quasi in tutte le contrade rurali i contadini e pastori durante il loro tempo libero,specialmente quando terminavano tutti i loro lavori rurali principali, a turno diverse squadre di giovani ed anziani volenterosi si impegnavano nel costruire delle piccole Chiesette rurali,e tutti i giorni,le giovanissime fanciulle contadinelle portavano la colazione,il pranzo ed il caffè ed i giovani lavoratori in quel momento con la presenza di quelle bellissime contadinelle e pastorelle che li ristoravano, a quei tempi erano molto contenti, felici e più volenterosi,facevano il loro lavoro con più impegno e con più passione e successivamente alcuni di loro, nell'occasione di quelle conoscenze si facevano pure fidanzati,e come cattolici di cui dobbiamo sempre essere fieri ed orgogliosi di esserlo in tutti i secoli dei secoli Amen,(come dice un vecchio proverbio,una mano aiuta l'altra e cento mani Dio li deve sempre benedire,perchè con l'aiuto e la collaborazione di tanti volenterosi,i lavori si allestiscono prima ed in breve tempo).
Tutti i volenterosi dopo avere terminato di costruire in ogni contrada la loro chiesetta,la inauguravano e festeggiavano invitando i loro parenti ed amici di altre contrade,con i loro prodotti casarecci,con delle uova di Galline Siciliane,con il buon vino locale,con della frutta e con i dolci e caffè,mentre i pastori portavano della carne dei loro agnelli, del formaggio e della ricotta e successivamente ogni domenica andavano a pregare nella loro chiesetta dove due volte al mese ci andava pure un prete per la messa.
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1/28/2014 9:58 AM
 
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Anticamente anche il popolo era molto più religioso di adesso... e dato che molti abitavano in campagna non mancavano ne piccole cappelle ne chiesette molto curate dove quasi tutte le mattine si recavano le donne più anziane insieme anche alle nipoti a dire il rosario. Nei borghi un po più grandi che allora erano di proprieta di blasonati erano loro stessi a far costruire delle bellissime chiese che ormai sono come la mosche bianche perché quasi tutte cadenti... e tutti i contadini, mezzadri ecc non mancavano mai alla messa della domenica. Come dice l amico Salvo minimo 2 volte al mese veniva un prete a celebrare la santa messa, che a sua volta andava un contadino con il proprio mulo in paese andava a prendere il prete e il povero contadino si faceva il viaggio a piedi fino in campagna e dopo la messa i fedeli davano un loro omaggio al prete ( uova, verdura, fave, un galletto ecc ecc) e veniva nuovamente accompagnato in paese.
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1/28/2014 3:12 PM
 
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Re:
bsalvo, 28/01/2014 09:58:

Anticamente anche il popolo era molto più religioso di adesso... e dato che molti abitavano in campagna non mancavano ne piccole cappelle ne chiesette molto curate dove quasi tutte le mattine si recavano le donne più anziane insieme anche alle nipoti a dire il rosario. Nei borghi un po più grandi che allora erano di proprieta di blasonati erano loro stessi a far costruire delle bellissime chiese che ormai sono come la mosche bianche perché quasi tutte cadenti... e tutti i contadini, mezzadri ecc non mancavano mai alla messa della domenica. Come dice l amico Salvo minimo 2 volte al mese veniva un prete a celebrare la santa messa, che a sua volta andava un contadino con il proprio mulo in paese andava a prendere il prete e il povero contadino si faceva il viaggio a piedi fino in campagna e dopo la messa i fedeli davano un loro omaggio al prete ( uova, verdura, fave, un galletto ecc ecc) e veniva nuovamente accompagnato in paese.


Ciao Salvo B., forse era meglio ai tempi dei blasonati,che adesso con tutte le tasse e le difficoltà che abbiamo oggi. Almeno una volta la gente viveva più tranquilla.
Tra i contadini di allora,vi erano pure alcuni Cavapietra .
Alcune piccole Cappellette, venivano costruite con della pietra locale grezza e con del gesso che producevano con delle pietre gessose cotte nei forni, oppure nella paglia per diverse ore e che poi si sbriciolavano facilmente con alcuni colpi di mazza.
Mentre per quando riguarda le chiesette più grandi, venivano costruite sempre con la manodopera dei contadini e con dei finanziamenti di alcuni nobili locali di quei posti, visto che le spese per quelle opere erano maggiori. Compravano le tegole per la copertura dei tetti dai canalara locali,(costruttori di tegole) e si facevano pure collaborare da altri Cavapietra ,che con delle grosse asce dentellate ,tagliavano le pietre e li perfezionavano con forme rettangolari, per potere essere utilizzate per la costruzione, e si servivano pure di alcuni scalpellini ,che con il loro lavoro, scolpivano in alcune pietre dei simboli religiosi ed alcune piccole statuette.
Poi al completamento di quelle opere, sistemavano all’interno dei quadri di alcuni Santi a secondo di come battezzavano quelle chiesette di quelle contrade rurali e due volte al mese sempre di domenica andava un prete per celebrare la messa.
Oggi come bravo scalpellino abbiamo pure il nostro amico Giovanni Cirasa, che sa scolpire benissimo la pietra e l’ardesia,(quest’ultima risulta essere una delle pietre più resistenti),e come noi amici con antiche tracce di sangue blu facciamo 13,oppure se nel futuro facciamo qualche vincita al lotto,e successivamente abbiamo intenzioni di farci costruire il nostro Castello preferito,possiamo sempre farci scolpire i nostri antichi stemmi e tutte le altre sculture necessarie per la costruzione, dal nostro amico Giovanni, che non solo sa fare bene il suo mestiere, ed infatti,la sua piccola Villa-Castello la sta decorando con tantissime sue sculture, ma ci farà pure un pò di sconto, e come dice un vecchio proverbio,(“Lo zucchero non guasta mai bevanda”) e quando va un bel caffè ed una bella sigaretta in buona compagnia di uomini e donne e tra veri amici seri e sinceri,non vale nient’altro,(specialmente oggi con tutte le difficoltà di tutte queste inutili nuove tasse, e la crisi di questi ultimi anni,che ci sta mettendo in ginocchio a tutti noi italiani).
Speriamo che tutto cambia e soprattutto con una politica più giusta, ( e come dice un altro vecchio proverbio “Stavamo meglio quando stavamo peggio”).
Pace e bene.
Sotto,alcuni scalpellini ed altri vecchi attrezzi per tagliare e scolpire la pietra,ed alcuni stemmi,
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2/6/2014 1:34 PM
 
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Piccola Cappelletta della Madonna della Valle
Piccola ed antica Cappelletta con all'interno una statua della Madonna della Valle.
Negli anni passati,in ogni contrada i nostri antenati costruivano una piccola Cappella, oppure una piccola Chiesetta rurale per andare a pregare,(e per noi cattolici che ne siamo sempre fieri ed orgogliosi di esserlo),i simboli religiosi e le preghiere sono da sempre state cose molto importanti.
Chissà nel futuro,cosa ne pensano e cosa faranno tutti questi stranieri di etnie e di religioni diverse dalle nostre,che tutti i giorni continuano ad arrivare nei nostri territori,e sopratutto se negli anni si moltiplicheranno molto più di noi,anche nella politica.
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2/8/2014 10:41 PM
 
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Antica Chiesetta rurale dell'Allorgia
In questa antica chiesetta rurale dell'Allorgia, diversi anni fà nel periodo estivo quasi tutte le domeniche un Prete andava ha celebrare la Santa messa. Oggi invece,non solo sono diminuiti i contadini e pastori, ma sono pure diminuiti i Preti ed i Monaci,e da molto tempo in tutte le piccole chiesette rurali non si celebrano più messe.
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2/11/2014 2:41 PM
 
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Antica Cappelletta rurale del Cordo-Manca
Questa piccola Cappelletta rurale è abbastanza antica,ed i vecchi contadini di allora, quando nel periodo estivo erano abbastanza impegnati con i duri lavori rurali e non potevano andare in paese, si accontentavano la domenica ad andare ha pregare in questa piccola Cappelletta.
Questa zona è molto ricca di alberi da frutto e le nostre Api in questo periodo volano tra i fiori di mandorlo ed altri tantissimi fiori,per produrci il buonissimo miele millefiori.
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2/14/2014 10:27 PM
 
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Chiesetta rurale dell'Affumata
Questa antica Chiesetta rurale della Madonna dell'Affumata,da quando hanno fatto restaurare le porte d'ingresso in ferro,non si vede più tutta la parte interna.
Quando invece,per evitare l'ingresso dei colombi,potevano farci sistemare la seconda porta di vetro,al fine di potere osservare tutta la parte interna i fedeli ed i turisti.
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6/10/2014 10:18 PM
 
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Gita turistica religiosa a Natuzza di Paravati ed al santuario della Madonna dello Scoglio
Natuzza nacque a Paravati, una frazione del comune di Mileto.Il padre, Fortunato, qualche mese prima che lei nascesse, nella speranza di poter contribuire economicamente al sostegno familiare, era emigrato in Argentina, da dove non sarebbe tornato mai più, formando una nuova famiglia. La madre, Maria Angela Valente, rimasta sola con numerosi figli da accudire, si adattò ai lavori più umili per sfamare la famiglia. La bambina non ricevette una particolare formazione religiosa, anche perché la condotta di sua madre era particolarmente chiacchierata in paese. Natuzza (un diminutivo di Fortunata molto diffuso in Calabria) cercò di aiutarla accudendo gli altri fratelli, non potendo frequentare regolarmente la scuola e restando quindi con un livello di istruzione molto limitato, quasi analfabeta.
A 14 anni, per aiutare la famiglia andò a lavorare come domestica. Ma dopo poco tempo Natuzza fu al centro di presunti fenomeni paranormali, quali la visione di persone che erano già defunte.
Nel 1941 Natuzza si ritirò da quel lavoro, andò a vivere presso la nonna materna e pensò di farsi suora, ma venne sconsigliata, proprio perché protagonista di tutti quegli episodi inquietanti. La madre decise allora di farla sposare e le propose il matrimonio con un giovane, figlio di amici, di professione falegname, che in quel momento prestava servizio nell'esercito. Trovandosi lo sposo in guerra, il matrimonio (officiato con rito civile), avvenne per procura il 14 agosto 1943. La coppia ebbe cinque figli.
Si riferisce che durante il corso della sua vita si siano manifestati una serie di presunti episodi paranormali: apparizioni e colloqui con Gesù Cristo, la Madonna, angeli, santi e defunti, la comparsa di stimmate ed effusioni ematiche accompagnate da stati di sofferenza durante il periodo pasquale e momenti di estasi. Svariate testimonianze le attribuiscono anche il presunto e cosiddetto "dono dell'illuminazione diagnostica", ovvero la capacità di diagnosticare con esattezza una malattia e suggerirne la cura migliore. Per decine di anni ricevette presso la sua abitazione migliaia di persone provenienti da tutto il mondo per incontrarla, principalmente nella speranza di avere notizie dall'aldilà dai propri defunti o indicazioni sulle proprie malattie.
Su sua ispirazione si costituì nel 1987 un'associazione (poi diventata fondazione, presso cui Natuzza ha trascorso il resto della sua vita) con l'obiettivo di creare a Paravati un complesso che inglobasse un santuario mariano, strutture per l'assistenza medica e centri per giovani, anziani, disabili, tra cui, già realizzati, il centro anziani "Pasquale Colloca" e quello per i servizi alla persona "San Francesco di Paola". Ispirati da Natuzza e dalla sua testimonianza di fede sorsero inoltre, dal 1994, dei "Cenacoli di preghiera".
Il 9 aprile 2007 Rai International trasmise da Paravati di Mileto lo spettacolo "Notte degli angeli", a lei dedicato, organizzato dal promoter musicale Ruggero Pegna e condotto da Lorena Bianchetti, ispirato al libro "Miracolo d'amore" (Rubbettino Editore), storia della guarigione dello stesso Pegna dalla leucemia. Il 7 giugno 2008, l'Unione Cattolica Stampa Italiana l'ha insignita del premio Affabulatore d'oro per la sua straordinaria dote di "comunicatrice di Verità". Morì a causa di un blocco renale alle 5 di mattina del 1 novembre 2009 nel centro per anziani, che lei stessa aveva fondato grazie alle cospicue offerte dei fedeli.
L'analisi del CICAP[modifica | modifica sorgente]
Il CICAP si è occupato di Natuzza Evolo in un tentativo di analisi psicologica preliminare.
In questo suo tentativo di analisi, il CICAP premette: "Non avendo effettuato in modo diretto una diagnosi sul soggetto, ci si può basare solo su quanto si riesce a capire dalle dichiarazioni fatte dalla stessa Natuzza in un'intervista televisiva".
L'indagine del CICAP, comunque, focalizzandosi sulla visione di presunte entità sovrannaturali da parte di Natuzza, procede tramite un'analogia ed invita il lettore a riflettere "su cosa proverebbe di fronte a qualcuno che affermasse di vedere lo spirito di un proprio caro morto" e su cosa, invece, proverebbe "se lo spirito apparso fosse quello di Napoleone". Se da un lato l'emozione suggestiva nel rivedere un vecchio parente ci spingerebbe a dare autenticità al fatto, dall'altro, privando la visione di quella particolare emozione, si sarebbe spinti a considerarla un'allucinazione. "L'apparente realismo dell'allucinazione è conseguenza solo di effetti emotivi e suggestivi".
Il dossier passa poi all'analisi della trance estatica, descrivendola come "uno stato di depersonalizzazione, ossia una condizione ben nota in psicopatologia in cui un individuo si sente proiettato in un posto diverso da quello in cui si trova.
Considerate tutte le premesse, sostiene ancora il CICAP: "...ancor più di un'accurata diagnosi dermatologica, sono la personalità, la storia e la cultura che ci lasciano seri dubbi sull'autenticità del fenomeno. Il caso Natuzza non è così incredibile come i media vogliono presentarlo, ma si tratta di un fatto culturalmente limitato e inquadrato in un contesto religioso ben preciso".
In sintesi,quindi,in merito al fenomeno Natuzza,il CICAP conclude la propria indagine, affermando: “Non si vuol discutere della buona o cattiva fede della signora Natuzza, sebbene in un discorso scientifico nulla dovrebbe essere trascurato, ma in assenza di un contatto diretto non è corretto esprimere giudizi su quest'aspetto. Pochi sono gli elementi significativi che vengono in nostro aiuto per tracciare un quadro, per quanto approssimato, del fenomeno Natuzza".
In seguito, sempre l'autore di questo studio, lo psicologo Armando De Vincentiis effettuò un esperimento sulla compatibilità delle tracce ematiche che la donna lasciava sui panni con un trasudo di sangue, ma ciò che emerse fu che esse non sono compatibili con un trasudo bensì con una traccia lasciata da un pennino intinto in un liquido, sia per forma che consistenza ".
Il 18 febbraio 1940, il vescovo di Mileto Paolo Albera inviò a padre Agostino Gemelli una fitta documentazione riguardante il caso dell'allora diciassettenne Natuzza Evolo. La risposta di Padre Gemelli non si fece attendere; la sua opinione fu che si trattasse certamente di una personalità affetta da "sindrome isterica", esortando i sacerdoti e i parrocchiani del luogo a disinteressarsi del caso al fine di "sminuire la portata e favorire anche così la guarigione della ragazza", Da lì a poco, Natuzza Evolo venne rinchiusa in manicomio per ordine dello stesso Padre Gemelli. La Chiesa modificò in seguito radicalmente il suo atteggiamento verso la Evolo: il vescovo Luigi Renzo, attuale titolare della diocesi di Mileto, ha aperto l'inchiesta diocesana, primo passo nell'iter di beatificazione.
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Santuario della Madonna dello Scoglio
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I bellissimi boschi dell'Aspromonte ed il mare dello stretto di Messina
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7/22/2014 12:31 AM
 
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Piccola Chiesetta-Cappella rurale
In questa piccola Chiesetta-Cappella rurale,nella porta d'ingresso i contadini gli fecero allora raffigurare una spiga ed una colomba.
La Spiga e segno del pane e del nutrimento umano, mentre la Colomba è stata sempre segno di pace e di speranza.
I contadini di una volta, tutti nelle loro case rurali allevavano i Colombi, ed uno dei loro tanti antichi motti, era quello di dire spesso, "pane e vinu vita d'omu".
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Un vecchio mazzo di spighe raffigurati nel pane, alcune forme di pane ed alcune coppie di Colombi nostrani che sono sempre stati segno di pace, speranza e fertilità, in quando ottimi produttori di uova e di diverse covate di Piccioni.
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8/3/2014 10:23 PM
 
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I vecchi contadini è pastori hanno sempre detto, che qualsiasi essere o professionista, non si deve mai vantare se stesso di essere una persona intelligente, ma lo deve sempre dimostrare con i propri comportamenti, e sopratutto facendosi sempre volere bene da tutti in qualsiasi cosa.
Anche se la maggioranza degli anziani e degli antichi e vecchi contadini erano con poche scuole è diversi analfabeti, però sono stati sempre intelligenti di cervello, e li dobbiamo sempre ringraziare, per tutto quello che hanno costruito, per tutto quello che hanno conservato e salvaguardato, per tutto quello che ci hanno insegnato e tramandato, e sopratutto, per tutto quello che hanno fatto per noi.
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non avrei mai pensato di vedere la mia cappella su internet [SM=g7515]
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Di tutte le piccole Cappelle rurali postate, quale di queste è la tua?
Parlaci della sua storia, quando è stata costruita, delle statue che vi si trovano all'interno, ecc. ecc.
Buona Pasqua.
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Quella di sallanzaru
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Complimenti, quella di Serra del Lanzaro allora è la tua, pensavo che era della Rizza.
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